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Se non dalla passione, da dove deriva altrimenti il desiderio di accogliere, tra i primi in Italia, la sfida del prodotto biologico? Una sfida che richiede una viticoltura moderna che fa muovere all'unisono l'Azienda, mettendo in campo tutte le risorse umane e finanziarie di cui dispone: nuovi ed antichi vitigni riscoperti; lavorazioni, le più moderne, mutuate dalla tradizione, come ad esempio la pressatura soffice che rispetta l'uva, consentendo di estrarne i succhi delicatamente: riproposizione pneumatica del metodo antico basato sulla dolce pressione dei piedi sui grappoli. Già alle soglie del 100° anniversario della fondazione, l'Azienda si apprestava a divenire il più grande viticoltore biologico d'Italia. Ciò comportò grossi sacrifici sul fronte dei costi da sostenere e della quantità del raccolto significò abbattere la potenzialità produttiva di un buon terzo, ma i risultati lo giustificavano pienamente! Le piante piccole e con pochi grappoli, l'uso di concimi organici e minerali naturali, il controllo delle erbe infestanti mediante la lavorazione del terreno, la difesa dai parassiti con l'uso solo di rame e di zolfo, le dosi ridotte ad un terzo dell'anidride solforosa nei vini e l'uso esclusivo di vasi vinari di legno ed acciaio inox portano a vini biologici di prima qualità e di grande sorbevolezza.
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Territorio Azienda
Il territorio di Selargius ha la forma di metà busto in senso verticale e di un braccio proteso; ha la superficie di 2450ettari, cioè 24,5kmq. Si tratta di un terreno coltivabile in ogni sua parte, molto fertile che viene ampiamente sfruttato per la viticoltura, per la coltivazione di mandorli e alberi da frutta e, in minor misura, di frutteto e legumi. Il territorio è diviso in località con denominazioni derivanti in gran parte dalla conformazione del territorio. Sono infatti numerosi i siti preceduti da termini come “sedda” (avvallamento) – “cucuru” (collina) – “pranu” (pianura) oppure l’indicazione di un vasto territorio con l’aggiunta al nome della dicitura “de pitzus” e “de basciu”. Così “Su Stracoxiu” denomina una zona di depressione dove ristagna l’acqua piovana infatti “stracoxiu” significa zona pantanosa. “Pitz ‘e Pranu” è, invece, un altopiano al confine con Dolianova. Presso “S’arcu de tziu Antiogu” si trova lo spartiacque tra Settimo e Selargius. Riu Saliu è un torrente che nasce nel territorio denominato “Sa Mandara”.






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