Vino e Paesaggio. Materiali per il governo del territorio
Dodici anni fa l’Associazione Nazionale Città del Vino iniziava il lavoro di analisi e proposta che conosciamo sotto il nome di “Piano Regolatore delle Città del Vino”. L’idea era destinata a farsi strada: il paesaggio rurale non può più essere affidato alle dinamiche economiche spontanee, ma deve essere oggetto di pianificazione urbanistica, né più né meno che le aree d’insediamento urbano.
Il paesaggio è un bene comune della storia e della cultura di un territorio; esso rappresenta un fattore di primaria importanza per la competitività anche in termini turistici; la tutela del paesaggio rurale, dunque, non è mera conservazione, ma deve tener conto dei tempi che cambiano e deve essere anche intesa come tutela e difesa ambientale.
Davanti, un triplice obiettivo: far crescere una cultura del paesaggio e, in modo particolare, del paesaggio vitivinicolo; far maturare l’idea che il “territorio rurale aperto” può essere oggetto di attività pianificatrice da parte dell’ente pubblico, in accordo con il mondo della produzione vitivinicola e agricola; fornire ai Comuni princìpi, regole ed esperienze concrete di trasformazione di quelle idee in norma.
Dal 1997 ad oggi molto è successo: la Convenzione Europea del Paesaggio ha iniziato un lungo lavoro per sedimentare nell’animo di chi è chiamato a decidere, ma anche nel senso comune delle persone, l’idea del paesaggio come patrimonio di tutti.
Serviva così un aggiornamento dell’idea nata come Piano Regolatore delle Città del Vino e questo volume, che l’Associazione mette a disposizione degli urbanisti, ma soprattutto dei sindaci e dei produttori vitivinicoli, è il risultato di questo aggiornamento, un lavoro durato ben due anni. In copertina: Tullio Pericoli Vista sulle colline 2007 (olio su tela 30x35 cm). Particolare
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