La Malvasia Saccoline protagonista all’aeroporto del Fvg
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L’azienda vitivinicola di Farra d’Isonzo sarà presente, fino a fine agosto, con la sua Malvasia Saccoline Uve Nostre Doc Isonzo 2010, all’interno dello spazio espositivo a disposizione del Movimento Turismo del Vino FVG, nella zona partenze nel Duty free shop all’aeroporto del Friuli Venezia Giulia, a Ronchi dei Legionari.
Un’iniziativa resa possibile grazie al progetto Enoteca regionale all'aeroporto Friuli Venezia Giulia, che costituisce una grande possibilità per Tenuta VIllanova di farsi conoscere tra gli oltre 800 mila passeggeri che, ogni anno, transitano per lo scalo di Ronchi dei Legionari.
La Malvasia Saccoline Uve Nostre Doc Isonzo 2010 di Tenuta VIllanova è un vino pluripremiato, che viene realizzato nella pianura dell’Isonzo, in un appezzamento di terra chiamato, appunto, Saccoline. Una Malvasia, quindi, tutta friulana, caratterizzata da un tipico colore verdognolo, con un profumo ricco che ricorda la lavanda. Dotato di una buona struttura, questo vino di TENUTA VILLANOVA si presenta molto minerale con una buona sapidità. Ottimo vino da aperitivo e da antipasti magri, si adatta anche a primi piatti e zuppe a base di verdure. Vino tipico per accostamenti con il pesce e con i crostacei in particolare.
Tra i premi che questa Malvasia ha ottenuto, vanno sicuramente citate le due medaglie d’argento al Concorso mondiale delle Malvasia istriane. C’è poi il riconoscimento da parte della guida francese Gilbert et Gaillard, che ha assegnato alla Malvasia Saccoline Uve Nostre Doc Isonzo 2010 una medaglia gold (83/100 punti).
La storia della Tenuta VIllanova. Prende il via il 5 Aprile del 1499 l’avventura che ha portato Tenuta VIllanova ad essere una delle più importanti realtà viticole ed enologiche del panorama italiano: una pergamena, conservata nell’archivio Strassoldo, Curia di Gorizia, documenta l’evento. Nel corso del tempo, fra i proprietari della tenuta, ricordiamo i marchesi De Concina di San Daniele del Friuli, ed i conti Tommaseo di Venezia. Nel 1869 l’allora proprietario Alberto Levi, ospitò il celebre Pasteur, venuto a studiare di persona la nascita di una serie di vini già famosa in Francia. Così fece, in tempi più recenti, il professor Dalmasso, sui cui testi si sono formate generazioni di enologi (il Dalmasso cita Alberto Levi e la Tenuta sul suo “Manuale di Viticoltura Moderna”). Testimonianze scritte di grappa alla Villanova sono poi contenute in un vecchio documento risalente alla fine del ‘700. Dal 1932 la proprietà è della famiglia Bennati. Oggi la signora Giuseppina Grossi Bennati è la proprietaria della Tenuta Villanova.
La Villanova si estende per 200 ettari su di un piccolo altipiano racchiuso fra due ordini di colline (il Collio Goriziano), a pochi chilometri dalla Slovenia. Il confine fra le due storiche D.O.C. friulane, Isonzo e Collio, passa attraverso i vigneti aziendali: ecco perché produciamo vini di due differenti denominazioni. Storia ed innovazione si esprimono in campagna (dalla selezione clonale ai sistemi di coltivazione biologica, dal controllo della carica gemmaria agli interventi di potatura verde fino al controllo delle curve di maturazione) e in cantina (criomacerazione, pressature differenziate, selezione e sviluppo ceppi di lieviti autoctoni, controllo computerizzato delle temperature di fermentazione, affinamento in botti e barriques di essenze diverse in funzione alla tipologia del vino) dando vita ad un prodotto sempre al massimo della qualità.
L’azienda, attrezzata con una piccola distilleria a caldaiette discontinue, lavora esclusivamente le proprie vinacce e le proprie uve riuscendo così a mantenere, nelle grappe e nei distillati d’uva, gli aromi del vitigno d’origine. Nel 1996 l’alambicco è stato integralmente ristrutturato secondo un progetto ambizioso ed unico in Italia, per permettere l’esecuzione dei diversi sistemi di distillazione secondo le scuole succedutesi in questi 500 anni di storia.
Info: info@tenutavillanova.com - www.tenutavillanova.com
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